Intervento del presidente Gianluca Silvestri
Il Cisa di Tortona interviene in Regione con proposte da inserire nella Pianificazione Socio Sanitaria. Il presidente del Cda del Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale Cisa – Tortona, dott. Gianluca Silvestri, ha partecipato il 29 ottobre alle consultazioni della IV Commissione del consiglio regionale del Piemonte dedicate all’approvazione del Piano Socio Sanitario Regionale 2025–2030. Nel suo intervento, il presidente Silvestri ha espresso apprezzamento per l’avvio di un Piano “necessario, importante e atteso da anni”, sottolineando tuttavia “la necessità di riempirlo di maggiori contenuti concreti” per renderlo davvero efficace nel rispondere ai bisogni del territorio.

Tra le principali proposte avanzate dal Cisa Tortona: • Rafforzare l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, incrementando le risorse umane, strumentali ed economiche. L’obiettivo è attivare progetti socio-sanitari domiciliari che permettano di evitare l’istituzionalizzazione e ridurre le liste d’attesa, garantendo un’assistenza continuativa grazie alla collaborazione tra operatori socio-sanitari e infermieri di famiglia. “Oggi i progetti individualizzati a domicilio si riducono spesso a ‘pillole di aiuti’ che non risolvono le difficoltà quotidiane di anziani e disabili”, ha sottolineato Silvestri. • Potenziamento della rete con gli Enti del Terzo Settore (Ets), attraverso il finanziamento di progetti proposti dalle associazioni locali. Tali iniziative non solo supplirebbero a interventi che le istituzioni faticano a garantire, ma costituirebbero anche un sostegno concreto alle realtà associative che operano nel campo del caregiving e dell’assistenza alle persone con demenza o Alzheimer.

La Regione partendo da ciò che gli enti hanno sperimentato nell’ecosistema del Welfare potrebbe motivare, sostenere e premiare iniziative virtuose dei vari territori che hanno visto coinvolta la comunità nel suo insieme. Un vero ed auspicabile Welfare di comunità. “I nostri territori piemontesi – dice Silvestri – hanno a disposizione competenze e sensibilità uniche. Ogni territorio può diventare un laboratorio di solidarietà. Creare e favorire ‘Città della Solidarietà’ per vocazione, tradizione e cultura vuol dire creare buone prassi da replicare e condividere”. • Incrementare i posti letto convenzionati nelle strutture residenziali del territorio, riducendo i tempi di attivazione delle convenzioni e le liste d’attesa, per evitare che il peso economico ricada sulle famiglie e sulle strutture stesse. • Co-programmare risorse sanitarie e sociali per sostenere la gestione dei gruppi appartamento realizzati con fondi Pnrr, destinati a giovani adulti disabili. • Sviluppare un modello di trasporto sanitario integrato con gli Ets, semplice ed efficiente, particolarmente necessario nei territori montani e collinari dove la popolazione anziana è numerosa e le distanze dai servizi sanitari sono significative. “Il Piano Socio Sanitario rappresenta un passo importante, da condividere – conclude Silvestri – e ringraziamo sentitamente la IV Commissione per l’opportunità di partecipazione che ci è stata data. E’ necessario però che sia accompagnato da scelte operative capaci di tradurre le intenzioni in risposte concrete per le persone e le comunità”. Questo è il nostro migliore auspicio.
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