Plastica: la crisi del riciclo. Chiudono gli impianti?

La concorrenza aggressiva delle plastiche non riciclate, importate soprattutto dal’Oriente, dal Nord Africa e dagli Usa, sta mettendo in grave crisi il settore del riciclo della plastica in Italia ed anche a livello europeo. E la crisi è già talmente profonda che da circa una settimana si è deciso per lo stop agli impianti, 86 riciclatori meccanici di cui 64 al nord Italia (32 nel nord ovest) e 20 nel sud e nelle isole, dovuto “alle mancate misure urgenti per salvare il comparto” come spiegato da Walter Regis, presidente di Assorimap, associazione nazionale dei riciclatori e rigeneratori di materie plastiche.

Quest’anno infatti è atteso un totale azzeramento del fatturato, per una filiera che soffre per i costi dell’energia più alti d’Europa, con una decrescita che viene da lontano e perdite che già nel 2023 iniziavano ad essere nell’ordine del 30% in meno con un crollo degli utili di esercizio dell’87% dal 2021 ad oggi passando da 150 milioni di euro a soli 7 milioni nel 2023 ed una proiezione verso lo 0 per il 2025. Gli interventi della politica non hanno prodotto i risultati sperati con due incontri a livello ministeriale tenutisi nel mese di ottobre che hanno fatto registrare un nulla di fatto ed il rischio è quello di una paralisi totale della gestione nazionale della differenziata. Per conoscere la situazione nel Tortonese abbiamo rivolto alcune domande ad Andrea Firpo (in foto), direttore di Srt, la società pubblica per il recupero dei rifiuti. Com’è la situazione nella nostra zona? I nostri impianti sono ancora attivi? C’è il pericolo di un crollo del comparto? Che ripercussioni ci possono essere per i comuni cittadini e sulla differenziata? «Speriamo che nell’incontro fissato per il 25 novembre vengano condivise misure per superare stabilmente queste difficoltà, che comunque ciclicamente possono riguardare anche altri flussi, come ad esempio quello dei rifiuti tessili o in passato della carta – ci dice il direttore Andrea Firpo – Ovviamente se c’è un rallentamento nella fase finale del recupero di questi materiali, progressivamente il problema si ripercuote a ritroso su tutta la filiera, che ha stoccaggi autorizzati sufficienti ad assorbire questi rallentamenti, ma ovviamente entro certi limiti. Il nostro impianto di Tortona effettua la prima fase della selezione del materiale proveniente dalla raccolta dei 115 comuni del nostro bacino, in questo caso in particolare degli imballaggi in plastica, acciaio e alluminio, separando le tre tipologie e rimuovendo la “frazione estranea” ossia i rifiuti erroneamente conferiti. Questi tre flussi vengono poi trasferiti alle fasi successive di effettivo riciclaggio presso impianti specializzati nell’ambito dell’accordo Anci Conai. Nelle ultime settimane anche noi abbiamo registrato un importante rallentamento dei flussi in uscita verso gli impianti di riciclaggio della plastica, per cui, viste le notizie di stampa, abbiamo alzato il livello di attenzione, preallertando anche le società di raccolta e gli enti competenti. A seguito dell’impegno di tutti, e anche grazie alla disponibilità del consorzio Corepla – continua Firpo – negli ultimi giorni sono stati effettuati alcuni viaggi di plastica in uscita dall’impianto di Tortona, per cui è stato possibile allontanare il rischio di una crisi, ma ovviamente manteniamo la massima attenzione sugli sviluppi della situazione, con un continuo confronto anche con gli enti competenti. E’ importante evidenziare che l’effettivo riciclaggio dei materiali raccolti è fondamentale: la cessione dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata nei nostri comuni nel solo 2024 ha consentito un ricavo di quasi 2,5 milioni di euro, che sono stati utilizzati dal sistema di raccolta per contribuire in modo significativo al contenimento dei costi del servizio (ndr. a livello nazionale l’economia circolare italiana nel 2025 ha fatto risparmiare al sistema produttivo nazionale oltre 18,3 miliardi di euro, garantendo un taglio delle emissioni climalteranti di circa 2,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente su base annua e dopo il rallentamento dello scorso biennio nel 2025 il contributo delle strategie di circolarità alla decarbonizzazione dell’economia è tornato a crescere, aumentando del 5% rispetto al 2023, mentre rispetto al 2024 il risparmio economico è cresciuto di 1,9 miliardi di euro). Segnalo, infine, che visitando il nostro sito  internet chiunque può richiedere di visitare i nostri impianti, per rendersi conto di persona di come vengono gestiti i rifiuti dopo la raccolta».

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