La scienza medica permette ogni giorno di salvare vite di persone che altrimenti non avrebbero speranza di sopravvivenza. Il proverbio dice “Aiutati che il Ciel ti aiuta” quindi pensiamo a fare qualcosa di buono del nostro breve passaggio sulla Terra, per aiutare il più possibile gli altri mettendo da parte paure, ripensamenti, scrupoli etici e religiosi, pregiudizi e preconcetti sulla donazione degli organi, gesto d’amore e di altruismo che non ha eguali. Con questo articolo il nostro giornale inizia una campagna informativa sulla donazione degli organi per far conoscere tutto sull’argomento, per non restare indietro e non scordare una così importante possibilità che ci dà la scienza: : salvarci, non ancora in un altro mondo, ma in questo. Iniziamo col dire che determinante per sviluppare la cultura del dono è l’informazione, soprattutto in famiglia, fra i giovani e fra gli ultra sessantenni, le fasce più restie a donare.

Eppure chi ama la vita e rispetta quella degli altri non può che dire “si” alla donazione degli organi e tessuti postmortem. E’ una questione etica non solo di grande altruismo e generosità. Ma è anche una questione economica: le cure costano più del trapianto che risolve il problema di salute di circa 3.500 persone ogni anno. I “no” alle anagrafi da parte dei cittadini e nelle terapie intensive da parte dei familiari in caso di defunti dichiarati idonei, nel caso questi non avessero dichiarato la loro volontà in vita, impediscono ogni anno ad altre 1.500/2.000 persone di essere salvate o di migliorare la propria vita. E i no nel mondo in cui viviamo colmo di modernità sono solo prova di egoismo e disinteresse. E purtroppo la realtà del Tortonese e della provincia in generale non è affatto rosea come ci dimostrano i dati fornitici dall’Aido provinciale. Nel 2025 sono aumentati i no alle anagrafi del 37,9%, percentuale più alta di 4 punti rispetto a quella regionale che è stata del 34,3% e della nazionale (33,8). E nel Tortonese la realtà è ancora peggiore: presso il comune di Tortona i No rappresentano il 46,2%.

Va poco meglio a Castelnuovo Scrivia: 41,4% i No. Più informati e più generosi sono gli abitanti di San Sebastiano Curone che dicono Sì nel 75% dei casi, a Pontecurone si sfiora il 34% mentre a Berzano i No superano il 70%! A salvare l’onore del Tortonese ci pensa Isola Sant’Antonio, unico comune al di sotto del 20% di opposizione. Perché tanti no? “L’argomento non è di moda e non ci si informa nonostante tutto l’impegno profuso dai volontari Aido – dice la presidente Nadia Biancato. Ma la loro presenza sul territorio da sola non basta. Le persone hanno dubbi o false credenze: gli anziani pensano di non poter più donare dopo una certa età. Cosa non vera. La maggior parte dei donatori supera i 65 anni di media e molto spesso sono cittadine e cittadini over 80 a salvare la vita di altri con la donazione dei loro organi. Uno dei casi più emblematici è quello della signora toscana di 100 anni, 10 mesi e qualche giorno che due anni fa ha donato fegato e reni, restituendo salute e serenità a tre malati e alle loro famiglie.

Chi va in comune a rinnovare la carta d’identità – continua Biancato – non sa che può dare il suo assenso alla donazione di organi e tessuti, in pochissimi sanno come funziona la donazione, che gli organi vengono donati dopo la morte e che c’è un periodo di osservazione minimo di sei ore per accertare la morte cerebrale. Tengo a ribadire che non c’è un limite di età per la donazione, si possono donare gli organi dai 18 anni in su senza limite di età. Quindi possono donare anche gli over 60 dalla quale arrivano le maggiori opposizioni, come sono calati gli assensi anche nella fascia d’età dai 18 ai 30 anni. Gli iscritti all’Aido provinciale, nel 2025, sono stati 875 e 200 sono 18enni. L’Aido premia gli “Ambasciatori del dono” giovani che dopo i nostri incontri decidono di donare. Ma sono diminuiti anche qui: in una scuola abbiamo consegnato una settantina di attestati mentre negli ultimi due anni si sono ridotti a 45. Alla «cena del dono» del 19 febbraio l’Aido premierà i comuni virtuosi cioè dove l’opposizione alla donazione è inferiore al 10%”.
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