Momperone: considerazioni sulla nuova legge della montagna
La legge 12 settembre 2025 N 131, “Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane”, introduce una profonda revisione dei criteri di classificazione dei comuni montani, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse dedicate alla montagna. Viene individuato come montano il comune che ha almeno il 25% del territorio sopra i 600m di quota con almeno il 30% della superficie con pendenza oltre il 20%, oppure un’altitudine media di 500m. Questi parametri sono stati poi rivisti, portando l’altitudine media a 350 m con il 5% di superficie avente pendenza superiore al 20%, o altitudine media di 400m oppure quando l’altitudine massima tocca i 1.200m.

E’ inoltre considerato montano il comune “intercluso”, cioè circondato esclusivamente da comuni montani aventi altitudine media pari o superiore a 300m. I comuni della nostra provincia, sono così stati ridotti da 49 a 35, con l’inserimento tra quelli montani di Arquata, centro logistico che conta all’incirca gli stessi abitanti dei 10 comuni esclusi, storicamente appartenenti alla ex Comunità Montana Terre del Giarolo. Non nascondo una forte preoccupazione, la stessa manifestata dai miei colleghi sindaci sul futuro dei nostri piccoli comuni. L’applicazione dei soli criteri fisici, temo determinerà forti disparità tra comuni contigui, un chiaro esempio lo rende la frazione di San Giorgio, in parte sul territorio di Momperone (escluso) e in parte su Brignano Frascata (incluso), alla sinistra della strada pianura e alla destra montagna! Va inoltre sottolineato il fatto che entrambi i comuni fanno parte dell’Area Interna Terre del Giarolo. I parametri adottati non tengono conto dell’isolamento che accomuna i nostri territori, lo svuotamento pressoché costante dei servizi e il conseguente spopolamento delle stesse aree interne, caratteristiche che valgono per tutti i comuni, sia quelli rimasti montani che quelli che la montanità l’hanno persa. L’esclusione, incide in modo trasversale sulla fiscalità, la finanza, la coesione sociale, i servizi e le prospettive di sviluppo, oltre che (fattore importante) sulle deroghe e sulle leggi vigenti future, dedicate esclusivamente ai comuni montani. Si rischia di perdere benefici fiscali storicamente riconosciuti, oltre che alla non inclusione in nuovi regimi agevolati. Per quanto riguarda l’Imu sui terreni agricoli, pur non incidendo nell’immediato, il timore è che nel medio periodo, la perdita dello status possa portare ad un allineamento al regime fiscale ordinario, con effetti che lascio immaginare. Resta poi da capire come saranno gestiti i fondi europei e nazionali/Fosmit (fondo sviluppo montagne italiane), ai quali i comuni esclusi non avranno più accesso per finanziare progetti di valorizzazione, come servizi, infrastrutture, lotta al dissesto, gli incentivi per le nuove residenze, quelli infrastrutturali e turistici, come la manutenzione dei sentieri e la messa in sicurezza del territorio.

Voglio augurarmi che ci possa essere a breve un ripensamento, per evitare che una riforma nata per razionalizzare, vada a compromettere i fragili equilibri territoriali. Per evitarlo bisogna rivedere i parametri di classificazione, andandoli ad integrare, considerando gli indicatori socio-economici di riferimento, perché i problemi delle zone rurali e delle aree disagiate non saranno risolti con l’applicazione di quel modello che le ha marginalizzate. Bisogna incentivare il turismo, sostenere in modo significativo il mondo agricolo, l’allevamento, l’artigianato. Chi si impegna a produrre sui nostri territori con imprese che li valorizzano, deve essere premiato, non può avere la stessa pressione fiscale che ha un’attività in città. L’obiettivo deve essere la solidarietà, non la competizione. A livello nazionale, i comuni montani, prima di questa riforma che ha indubbiamente creato incertezze e perplessità erano 4.062 (di cui 645 parzialmente montani), ora sono 3.715, ne sono stati “tagliati” 347. Tirando le somme, viene in mente la famosa favola latina di Fedro, nota come “Il monte che partorisce”, storia di una montagna che tra rumori terribili sembra stia per partorire qualcosa di enorme, ma alla fine genera solo un piccolo topolino.
Claudio Penacca – Sindaco di Momperone
Sale: villa in abbandono
Chi percorre la strada provinciale tra il comune di Sale e Grava, al numero 36 di via Gramsci, scorgerà, sulla destra della carreggiata, una grande villa con terreni circostanti e un frutteto, lasciati nel completo abbandono, sequestrati al boss della ‘ndrangheta, Antonio Maiolo, condannato in via definitiva in seguito all’inchiesta Alba Chiara. Addirittura, si dice in paese, che i terreni circostanti la villa siano stati “dimenticati” nell’atto di sequestro, per cui, se così fosse, risulterebbe problematico lo stesso accesso a quella struttura e quei terreni apparterebbero al vecchio proprietario condannato per mafia!

Insieme a due case in paese, in via Giacomini e in via Voghera, confiscati anch’essi al Maiolo, la villa era stata affidata, oltre una decina d’anni fa, all’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), poi acquisiti dal comune di Sale e, infine, affidati al Cisa di Tortona per il riutilizzo a fini sociali. La villa, con i terreni circostanti, potrebbe essere destinata ad una comunità, si era parlato del Centro Down di Alessandria, ma niente è stato fatto in questi anni. Silenzio tombale, nonostante svariate sollecitazioni e interventi in questo senso. Invece, i due alloggi in paese dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, perché si tratta, a quanto pare, di segreti di Stato!, sono stati ristrutturati dal Cisa e destinati all’emergenza abitativa, come da noi richiesto. Non sappiamo a tutt’oggi se utilizzati o meno. Da quest’anno una legge della Regione Piemonte copre fino al 90% dei costi di ristrutturazione di questi immobili. A 30 anni dalla Legge 109/96 sul riutilizzo dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, questo è lo stato dell’arte in Bassa Valle Scrivia, nella latitanza e nel silenzio delle istituzioni preposte.
Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia
GARBAGNA
Tir ingabbiati dai navigatori in strade troppo strette
Non è la prima volta che tir di grosse dimensioni vanno ad incastrarsi sulle tortuose strade che circondano Garbagna non riuscendo più a manovrare. Gli autisti vengono spinti a percorrere quelle strade dal navigatore e una volta lì devono chiedere aiuto. Dopo il mezzo incastrato nella neve a gennaio sulla provinciale 137 a frazione Costigliola rimasta chiusa al traffico fino a tarda sera, un altro mezzo pesante fra mercoledì e giovedì 5 è uscito di strada in una stretta via del paese.

Il recupero del mezzo è terminato nel tardo pomeriggio di giovedì a cura di Rebutti. I tir in campagna sono divenuti un problema reale che occorre risolvere. Guidati dal gps questi poveri autisti per la maggior parte stranieri che conoscono poche parole di italiano leggono a stento i cartelli stradali. Per questo occorre che sia posizionata una segnaletica chiara e in diverse lingue che vieta il transito sulle strade troppo strette per quei mezzi. La legge dice che i cartelli ora esistenti bastano ma se continuano a succedere certi casi significa che occorre segnalare meglio che in via Degli Alpini, in strada per Sorli e sulla strada della galleria mezzi così grandi non possono passare. Si eviterebbero il lavoro e la spesa dei mezzi di soccorso che poi devono intervenire per disincastrare questi grandi mezzi.
Prima fiera del cioccolato

Il Consorzio la Torre ha organizzato domenica 1 marzo la prima fiera della cioccolata che si è aperta alle 10 ed è proseguita fino alle 18. All’interno del consorzio sono stati allestiti stand che hanno presentato la loro profumata e golosa produzione: tavolette di cioccolato, zucchero filato, biscotti, torte e crepes per la gioia di adulti e bambini. Questi ultimi sono stati coinvolti nel laboratorio per la creazione di dolcetti. All’esterno street food e Cristina con le sue specialità gastronomiche e stand di modernariato e antiquariato.
Guazzora: è mancato Angelo Stringa
Il 25 febbraio è mancato il ragionier Angelo Stringa, lasciando un significativo vuoto tra i compaesani, i tantissimi amici e conoscenti del territorio tortonese. Pur vivendo a Milano, dover i genitori si erano trasferiti per motivi lavorativi, ha sempre mantenuto un forte legame con Guazzora, dove, con la moglie Angela Prato, tortonese, si sono trasferiti definitivamente con l’età della pensione, nella amata casa paterna.

Angelo Stringa è stato un valente funzionario in diverse sedi della Banca Nazionale del Lavoro, e da ultimo in quella centrale di Milano. Fin dagli anni giovanili si è dedicato ad opere di aiuto per la parrocchia di Guazzora, successivamente nella Croce Rossa Italiana, comitato di Tortona. Oltre ad espletare il mandato di consigliere comunale di Guazzora, dall’inizio degli anni 2000 ad oggi, Angelo Stringa ha svolto con dedizione, competenza, correttezza l’attività di componente del consiglio per gli affari economici, al fianco dell’allora parroco don Costantino Marostegan e del diacono Ernesto Stramesi. Negli ultimi anni Angelo, con il geomestra Massimo Silvani è stato il braccio destro finanziario dell’attuale parroco don Nicola Ferretti.
Tea Baraldi
Volpedo: in 7.000 hanno visitato lo studio di Pellizza
Quello che si è concluso non da molto è stato un anno importante e denso di soddisfazioni per tutto il mondo pellizziano. Non si era ancora spenta, infatti, l’eco del film su Pellizza realizzato da Francesco Fei e uscito al cinema a febbraio e successivamente distribuito da Sky, che l’anno è andato a concludersi con la grandiosa mostra dei “Capolavori” presso la Gam di Milano che si è chiusa con 67.000 ingressi. La ricaduta è stata molto positiva anche a Volpedo, e perdura tuttora: se l’anno passato abbiamo raggiunto la significativa cifra di 6.850 visitatori annuali (era dal 2019 che non si superava il tetto il tetto dei 5.000), gli effetti benefici perdurano tuttora e abbiamo infatti un calendario primaverile di prenotazioni di visite guidate di tutto rispetto. Come da tradizione, quasi la metà delle visite si è concentrata nel periodo delle iniziative di Pellizza 2025 (XIII edizione della biennale) e della mostra “Le montagne di Pellizza” (6 settembre – 13 ottobre 2025), con ben oltre 3.000 presenze, ma anche i mesi primaverili sono stati molto intensi, ancora una volta per effetto dei gruppi organizzati e prenotati. Anche la campagna di finanziamento si è conclusa con dati particolarmente significativi: tra il 5xmille, i contributi vari raccolti presso lo Studio-Museo e il sostegno degli “Amici”, abbiamo raccolto la ragguardevole cifra di oltre 27.000 euro (5.000 in più rispetto all’anno passato). L’anno che si è aperto sarà caratterizzato da importanti iniziative volte alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio documentario, con la digitalizzazione dell’epistolario pellizziano attualmente in corso grazie anche a contributi regionali. Per sottoscrivere il 5xmille a favore dell’associazione in sede di denuncia dei redditi, è sufficiente specificare nell’apposita casella il codice fiscale 94013380061.
Associazione Pellizza
Viguzzolo: gatto ucciso, l’autore ha confessato
La vicenda dai contorni inquietanti era assurta agli onori della cronaca ad inizio dello scorso mese e ne abbiamo dato notizia sul numero del 6 febbraio. Il gatto Puma di proprietà di una giovane coppia del paese, Andrea Peccenini e Camilla Casalinuovo, era stato ucciso con un colpo di arma da fuoco nelle vicinanze della sua abitazione. I carabinieri della locale stazione hanno immediatamente dato inizio alle indagini e sono riusciti ad individuare l’autore del gesto che messo davanti all’evidenza dei fatti ha ammesso la sua colpa ed è stato denunciato.
Villaromagnano: Premio per la pace

Sabato pomeriggio presso la sala consiliare del comune si è svolta una simpatica e significativa cerimonia di consegna del “Premio per la pace” ai ragazzi frequentanti il Centro Diurno Disabili del paese in collaborazione con il Lions Club. Dall’Anffas: “Ringraziamo il sindaco Filippo Fava per l’ospitalità e gli ospiti presenti, nonchè Lara, Alessandra, Alessia per l’attività educativa, formativa, giornaliera, a sostegno”.

Carezzano: cento anni
Il 27 febbraio Vittoria Coppi vedova Bellingeri ha tagliato il traguardo dei 100 anni ottenuto con l’aiuto di Dio, della famiglia, dei buoni principi e del silenzioso lavoro.

Grazie al signor sindaco del comune di Carezzano e a tutta l’amministrazione per la bella pergamena, alla pro loco di Carezzano e a tutti gli amici, ai responsabili e al personale del Centro Mater Dei nonchè al buon don Vittorio.
