Derthona Basket: intervista a Michele Talamazzi

E’ arrivato da poco alla corte del Derthona e subito si è messo al lavoro insieme alla squadra mercato per la costruzione del nuovo roster. Abbiamo incontrato l’international scout della società Michele Talamazzi.

Come si diventa International Scout di basket? Sei stato giocatore? “Sì sono stato un umile per non dire scarso giocatore ma poi ho avuto la fortuna di restare in questo mondo facendo della mia passione il mio lavoro. Prima sono stato giornalista e poi sono andato a lavorare alla Vanoli per poi passare a Reggio Emilia, due tappe fondamentali della mia carriera. Ho sempre avuto la passione di guardare e studiare i giocatori e scrivere i report sulle loro caratteristiche”. Su che elementi basi la scelta di un giocatore? Statistiche e numeri sono fondamentali ma serve anche una conoscenza più profonda della persona? “E’ un lavoro che si svolge su più piani. Le statistiche hanno un peso ma bisogna saperle leggere ed interpretarle bene, soprattutto in campo europeo. Se si parla di Nba si mettono tutti sullo stesso livello ma se si parla di Europa si toccano e si lavora su diversi livelli, il campionato spagnolo non è l’ungherese per farti un esempio, non hanno lo stesso valore. Le statistiche vanno quindi pesate. Poi lo scouting si fa attraverso i video e di persona per capire che livello atletico abbia il giocatore, dato fondamentale, cosa può fare con e senza la palla, la sua adattabilità in contesti e livelli diversi”. Come sono stati i primi giorni a Tortona? Subiti caotici? “Ho trovato uno staff di alto livello e molto preparato. Fioretti lo conoscevo già e lo sto apprezzando ancora di più come professionista, interfacciarmi con lui è motivo di orgoglio e spinta a crescere. Portiamo avanti le nostre idee e cerchiano i pezzi giusti senza fretta e senza fare follie. Ci tengo a ringraziare Picchi che fin dal primo contatto mi ha lusingato con l’interesse del Derthona e mi ha fatto sentire importante per questo progetto e poi tutta la famiglia Gavio”. Dove è maggiormente rivolto il tuo sguardo? America, Est Europa, Sud America… “Guardiamo ovunque. Poi è chiaro che ci sono giocatori accessibili e meno. Dipende anche dai contratti”. Ci sarà una missione bianconera alla Summer League? “No”. Il roster ad oggi come è composto? “Abbiamo un parco italiani di livello assoluto, io ritrovo giocatori che ho avuto in passato come Biligha e Strautins e mi fa molto piacere. Baldasso, Denegri e Pecchia ci danno versatilità”. Mancano ancora due Usa per chiudere il roster. Che profili state cercando? “Cerchiamo ragazzi che abbiano una certa attitudine al lavoro ed al gioco sia a livello difensivo che offensivo e fino ad ora tutti quelli che sono già con noi rispondono a queste caratteristiche. Una combo-guard che possa aiutare sia Manjon in fase di playmaking che Vital in fase realizzativa, giocare con uno o con l’altro o anche insieme; e poi un’ala atletica capace di fare bene su entrambi i lati del campo con caratteristiche di realizzatore”.  Dobbiamo aspettarci un annuncio a breve? “In queste ore stiamo lavorando per definire un nuovo arrivo. Siamo ormai ai dettagli”.

We are home. Si è aperta la campagna abbonamenti per il 2025-’26 che segna il ritorno della squadra bianconera a Tortona grazie all’apertura dell’Arena della Cittadella dello Sport “Marcellino e Pietro Gavio”. La vendita libera delle tessere sarà aperta fino a sabato 19 luglio. Orari: lunedì-venerdì 10-13 e 14-17, sabato 10-13 e su Vivaticket.

Davide Maruffo

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