Intervista all’assessore regionale alla Sanità Riboldi
Abbiamo sentito l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ad un anno dalla sua elezione, per alcune delucidazioni sulla situazione dell’ospedale cittadino.

Il “problema” (con quello che costano) dei gettonisti al PS è risolvibile? Bisogna partire dal motivo per cui si ricorre ai gettonisti, cioè la carenza del personale medico ed infermieristico, una criticità che affligge tutto il Paese, e non solo il Piemonte. Anzi, tutto il mondo, visto che l’OMS stima che manchino 6 milioni di infermieri. Detto questo, per quanto riguarda il ricorso ai cosiddetti “gettonisti”, soprattutto in ambito dei DEA, la mia posizione è sempre stata chiara e netta: l’obiettivo è quello di internalizzare tutti i servizi, tenendo conto però che tra lasciare scoperto una prestazione sanitaria, spesso legata all’emergenza, e far ricorso all’esternalizzazione non ho dubbi! La cura e l’assistenza ai cittadini deve sempre essere garantita. Fatta questa doverosa premessa, l’impegno mio e della Regione Piemonte è massimo, tanto che ho voluto istituire un tavolo permanente per il taglio dei medici gettonisti di almeno il 25% entro l’anno. Prenotazioni. Come velocizzare i tempi per le visite, che spesso vanno anche di anno in anno? Secondo voi le visite serali e nei weekend possono bastare? Avete già registrato un miglioramento? Con il piano straordinario delle prestazioni aggiuntive extra-orario sono state recuperate oltre 65.000 visite ed esami nel periodo febbraio-maggio 2025. In generale nel primo quadrimestre del 2025 sono state eseguite 771.981 prestazioni, in crescita rispetto alle 749.649 dello stesso periodo del 2024, e al 92% rispetto al primo quadrimestre 2019. Numeri importanti, che per l’Asl di Alessandria ha raggiunto quasi 4.000 prestazioni (soprattutto ecografie, ecografie mammarie, tac, ecocolordoppler, prime visite) effettuate nelle ore serali e nei fine settimana. Queste prestazioni hanno portato ad effetti positivi sui tempi di attesa, che ci hanno portato a decidere di proseguire dal 1° luglio con un investimento di ulteriori 10 milioni e con un focus particolare su alcune prestazioni del Piano nazionale gestione liste d’attesa (PNGLA) che presentano particolari criticità. CUP. La popolazione nella zona è anziana e poco avvezza alla tecnologia: ci metteremo totalmente nelle mani dell’IA o ci sarà la possibilità di avere uno sportello locale (Tortona) cui rivolgersi per problemi o prenotazioni? Il nuovo CUP sarà innovativo in molti aspetti, tra cui quello di essere accompagnato da un’App unica della sanità piemontese facile, intuitiva, con pochi ma semplici e grandi pulsanti che permetterà un’accessibilità ampia. Posso garantire che la platea di ultrasettantenni che già oggi utilizza social network o programmi di messaggistica non troveranno difficoltà a prenotare una prestazione o un esame in Piemonte. Saranno comunque previsti anche momenti di formazione, ma che si baseranno su conoscenze già condivise, portando tutti a un livello base che permetta di usufruire dei nuovi servizi digitali. Colgo l’occasione anche per ricordare che il nuovo CUP integrato con l’intelligenza artificiale si sta avviando al suo via ufficiale, previsto per il 1° gennaio 2026. Un percorso che ha già visto bandire la gara, lo scorso 17 settembre 2024, per il nuovo call center che permetterà agli operatori di guadagnare il 10-15% in più rispetto all’attuale contratto. Per quanto riguarda il software, la gara è stata bandita il 14 febbraio 2025 ed entro fine giugno ci sarà l’aggiudicazione al fornitore, mentre per l’infrastruttura sono in corso le attività di valutazione del fornitore. Ci è giunta voce di un possibile accorpamento ortopedia-chirurgia-urologia all’ospedale di Novi. Cosa può dirci a riguardo? In un’ottica di ottimizzazione dei posti letto, saranno accorpate le discipline chirurgiche, permettendo di aumentare il tasso di occupazione dei letti dal 50% al 75% circa. Inoltre, in linea con l’efficientamento dei processi e delle risorse, questa operazione consentirà da un lato di riattivare la gestione di due sale operatorie a settimana di Ortopedia e dall’altro di recuperare un turno infermieristico da destinare all’area medica, dove il personale è più carente. L’ottimizzazione delle risorse e l’incremento dei servizi di sanità pubblica ai cittadini è sempre l’obiettivo primario, quindi questo è solo un primo passo in un percorso più ampio che proseguirà nei prossimi mesi e anni.
© riproduzione riservata
