Atti sessuali con minore: richiesta di rinvio a giudizio
Il pm ha depositato richiesta di rinvio a giudizio, con udienza fissata per il 4 novembre prossimo, per il 56enne viguzzolese G.P.D., titolare di un’azienda agricola di Viguzzolo, resosi responsabile di cessione di sostanze stupefacenti e atti sessuali con una minorenne e per questo arrestato ad inizio giugno dagli uomini della compagnia carabinieri di Tortona. Le indagini, scaturite da una segnalazione della madre della giovane e condotte dai militi della stazione di Viguzzolo, coordinati dalla Procura di Alessandria, portarono all’acquisizione di numerosi indizi di colpevolezza. In particolare, dall’analisi forense dei devices nella disponibilità del 56enne i carabinieri hanno raccolto riscontri precisi e circostanziati che non solo hanno corroborato i sospetti della madre della minore ma hanno accertato che almeno in due occasioni il soggetto ha ceduto marijuana alla ragazzina. Inoltre, dall’esame delle chat intrattenute dalla minore con l’indagato, gli inquirenti hanno raccolto le prove degli atti sessuali compiuti dal 56enne sulla giovane, all’epoca minore di 14 anni.
5Valli e garanzie bancarie: salta la prima trattativa – Il presidente Caviglia al lavoro per sbloccare i fondi
Ennesima puntata nella vicenda di 5Valli Servizi che ad inizio mese non ha ottenuto da un istituto bancario le garanzie per poter accedere ai fondi Pnrr necessari per l’attivazione del piano industriale. Ad inizio anno sembrava ci fosse stata una svolta in positivo con il Csr che a febbraio aveva approvato il nuovo piano industriale, ritornando al piano redatto da E.R.I.C.A. nel 2020, in sostituzione di quello approvato il 23 dicembre 22.

Il Consorzio rifiuti del Novese inoltre a metà luglio ha concesso a 5Valli la proroga per l’attivazione del servizio di raccolta al 31 dicembre del prossimo anno (l’ennesima proroga in 5 anni) considerato che “la possibilità di usare finanziamenti Pnrr ed attivare il nuovo servizio di raccolta risulterebbe di fondamentale importanza per programmare un piano di risanamento per il superamento dello stato di crisi in cui versa la società”, che ricordiamo ha attivato una procedura negoziata per ripristinare l’equilibrio economico. Ecco, proprio questa possibilità di accedere ai fondi europei per ora è svanita. “5Valli non ha ottenuto dalla banca le garanzie per accedere ai fondi Pnrr e poter proseguire con il progetto della nuova raccolta rifiuti nelle valli Curone Grue e Borbera – dice il presidente della società Paolo Caviglia – la banca ha definitivamente chiuso la trattativa, senza alcuna spiegazione, riguardo ad un possibile aiuto che sembrava scontato per accompagnare nel percorso Pnrr. Sono necessari tra i 600 e gli 800 mila euro per poter rendicontare al ministero le spese ed ottenere i fondi e poter rispettare gli obiettivi fissati dalla legge per la raccolta differenziata”. Caviglia aveva ottenuto nel 2023 4,4 milioni di fondi europei ma l’anno successivo il ministero dell’ambiente aveva ritirato il contributo perchè necessitava di alcune modifiche. “Stiamo cercando un altro istituto di credito che ci sostenga e che sia veramente una banca vicino al territorio – continua Caviglia – a breve mi incontrerò con i creditori (nel fine settimana ndr) e convocherò presumibilmente nella prima quindicina di ottobre l’assemblea dei sindaci dove comunicherò le mie intenzioni e quello che penso del futuro di 5Valli”. La società opera in 37 comuni su un territorio vasto e articolato che ha diverse esigenze e necessità di attivare diversi tipi di raccolta. Solamente in alcuni comuni è infatti possibile avviare il porta a porta mentre per la maggior parte si tratta di zone con una distribuzione della popolazione diradata dove una raccolta porta a porta sarebbe impossibile. Da qui la necessità di nuovi fondi per cambiare i contenitori e distribuirne altri personalizzati. Speriamo che per 5Valli, che fino ad ora ha operato bene sul territorio, sia solo un’impasse passeggera e che si possa contare su finanziamenti che le permettano di proseguire l’attività senza che sia necessario il subentro di altre società adibite alla raccolta che opereranno da remoto senza più contatti con il territorio ed i comuni.
Garbagna: a fuoco officina meccanica
Attimi di paura in paese intorno all’una di giovedì pomeriggio quando ha preso fuoco, per cause ancora da accertare, ma pare per un corto circuito, una macchina presente all’interno dell’officina meccanica Marazzi sita in via Roma, proprio di fronte alle scuole.

E sono proprio le maestre della scuola che si sono accorte per prime dell’incendio, che ha causato forti esplosioni ed un denso fumo per le gomme delle auto che andavano a fuoco, ed hanno chiamato i pompieri che sono arrivati sul posto dopo una mezz’ora. Nel frattempo però un compaesano rompendo un vetro è riuscito a spegnere le fiamme con un estintore ma ormai il fuoco aveva già distrutto gran parte delle attrezzature, il controsoffitto e l’impianto elettrico della struttura che ha quindi subìto ingenti danni. Per fortuna al momento dell’incendio l’officina era vuota e non si registrano feriti.
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Costa Vescovato: inaugurato il FontaNilo
Dinnanzi al municipio è stato inaugurato sabato 20 settembre il FontaNilo, coloratissima fontana ispirata allo stile di Gaudì. Finanziata, realizzata e donata alla comunità di Costa da un numeroso gruppo di cittadini ricorda la scomparsa, a 65 anni, del “cittadino comune” Danilo Gherardi. Di origini mantovane, ma residente da tempo a Costa Vescovato, Danilo svolgeva l’attività di muratore e imbianchino fino a quando la salute glielo ha consentito, per poi dedicarsi alla realizzazione di cesti e altri oggetti di intreccio che era possibile trovare anche al mercato di Volpedo.

Sebbene fosse considerato un forestiero, Danilo partecipava alla vita della comunità regalando il suo tempo e le sue energie con il piacere di chi sapeva che la qualità della vita si misura così. “Padrone di niente e servo di nessuno” ma con una rara capacità di creare un clima così denso di affetti da farsi volere bene da tutti. Al momento della sua morte, rimasto ormai senza familiari e senza un reddito dignitoso, gli amici si sentirono in dovere di partecipare alle spese delle esequie e della cremazione. La raccolta di fondi ha superato le necessità tanto che, di comune accordo, si è presa la decisione di lasciare un segno realizzando il FontaNilo. Ed ora il progetto è diventato realtà. Una fontana di bellezza in una comunità ancora più unita. Ogni bicchiere di acqua bevuto lì, sarà un brindisi a tutti i Danilo che con la loro umanità rendono la vita dei nostri paesi degna di essere vissuta. Costa Vescovato non lo può dimenticare.
Fabbrica Curone: il Bambin di Praga a Remeneglia
Domenica 21 Settembre nel piccolo paese di Remeneglia di Fabbrica Curone è stata celebrata da don Augusto Piccoli, Cappellano della Polizia di Stato di Alessandria e Asti, la ormai tradizionale festa di Gesu Bambino di Praga.

Presenti molte autorità civili e militari e diversi gruppi di Alpini. Hanno preso parte alla cerimonia le associazioni Unir di Stradella e l’Unmsa di Pavia e gli Allievi Agenti del 231 Corso di Polizia di Stato di Alessandria che hanno organizzato a nome di tutti il momento dell’Alza Bandiera con il canto dell’Inno d’Italia. Graditissimo ospite anche quest’anno è padre Pierluigi venuto direttamente dal santuario di Arenzano, che si è reso disponibile a portare la statua pellegrina di Gesù Bambino di Praga. Dopo il taglio del nastro e prima della processione per le vie del borgo sono stati benedetti i lavori di rifacimento e ristrutturazione della facciata della piccola chiesa dedicata a Sant Antonio da Padova. La referente della Comunità Pastorale dell’Alta Val Curone Cinzia Arsura ha ringraziato i presenti per la grande partecipazione. Un lauto rinfresco e il canto finale alla Beata Vergine Maria nel ricordo di tutti i defunti e i caduti delle Forze Armate, eseguito con bravura e maestria dalla corale dell’Alta Val Curone ha concluso nel migliore dei modi questa giornata.
Don Augusto Piccoli
Catena umana di 209 metri sui monti Giarolo e Gropà per dire no all’eolico
La scorsa domenica oltre 200 persone hanno partecipato alla manifestazione “Transizione sì, ma non così”. Era stata indetta dal Cai, che vi ha profuso un impegno decisivo, e dalle altre associazioni di tutela dell’ambiente riunite nel “Forum Sentieri Vivi 4p”, ma ha riscosso un gran numero di adesioni (troppo lungo elencarle tutte) anche da parte di tante realtà del territorio attive in altri settori. Alle 11 e 30, sul crinale tra i monti Giarolo e Gropà è confluita una moltitudine variopinta e composita di persone.

Volti sereni e decisi, mani che, reggendo una sottile bandella bianco-rossa o sollevate in alto, hanno formato una catena lunga 209 metri. Dal cielo un drone ha ripreso il tutto. 209 metri corrispondono all’altezza di ciascuno dei 20 giganteschi aerogeneratori che, secondo il progetto, dovrebbero comporre l’impianto eolico industriale “monte Giarolo”. Trascorsi due anni e mezzo dall’inizio di questa vicenda, dopo che tanti cittadini e tutti gli enti locali coinvolti hanno espresso le sacrosante ragioni della propria contrarietà, il ministero dell’ambiente ancora non si è espresso. Con la catena umana si è voluto dare un esempio concreto, plastico, di una delle tante caratteristiche negative di questo progetto, che è fuori scala e fuori contesto, che è stato steso in modo abborracciato, che è stato calato dall’alto sulla nostra collettività. Nei brevi interventi che hanno chiuso la manifestazione si è chiesto di mettere la parola fine, una buona volta, a questa specifica vicenda. Ancor più importante il fatto che tutti avessero ben chiaro e condividessero un semplice concetto: la transizione energetica è indispensabile, la si deve realizzare al più presto, ma non può e non deve risolversi nell’ennesima speculazione, deve essere fatta bene, in modo equo, solidale, partecipato, rispettoso della natura.
Comitato per il territorio delle Quattro Province
Pontecurone: “Radici e Ricordi”, un emozionante tuffo nel passato che incanta
Nel pomeriggio di domenica 21 settembre, la sala della Soams era gremita da un pubblico folto ed emozionato per la proiezione del film “Radici e Ricordi: Pontecurone 1950”, un’iniziativa dell’Associazione culturale” Il Paese Don OrioneAPS”. È stato un successo straordinario, un vero e proprio tuffo nel passato che ha toccato il cuore di tutti gli spettatori. Si è rivissuto il clima delle giornate di festeggiamento per la festa patronale del Paese nel luglio del 1950; ha colpito la partecipazione numerosa, gioiosa e l’affiatamento dei pontecuronesi del secondo dopoguerra. Rivedere volti e luoghi di settantacinque anni fa ha suscitato commozione e bellissimi ricordi. Molti dei presenti in sala, alcuni dei quali all’epoca erano bambini/e, ragazzini o giovani ragazze, hanno riconosciuto sé stessi, i propri cari, il vicino di casa, gli amici d’infanzia, persone incontrate nella giovinezza e figure che hanno segnato le loro vite. L’applauso finale ha celebrato non solo il film, ma anche la forza e la storia della comunità pontecuronese. Dall’associazione: “Un grazie di cuore va a coloro che hanno saputo conservare queste vecchie pellicole e metterle a disposizione dell’Associazione per recuperarle e condividerle. Volentieri l’Associazione si è fatta carico dell’onere economico che il recupero e il restauro delle pellicole ha comportato per lanciare un messaggio forte: non può esserci futuro senza un passato che rivive nel presente. Solo conoscendo le nostre radici possiamo costruire un futuro solido e consapevole. All’inizio del film la voce narrante dice queste parole: La vita è un filo teso tra il passato e il futuro, passando per il presente. “Farne memoria lega le generazioni, un tesoro tramandato che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo”. È stato un evento coinvolgente e indimenticabile, un successo condiviso che ci ha fatto sentire tutti più uniti. La speranza è che anche le nuove generazioni possano scoprire e apprezzare questi documenti storici, così importanti per capire da dove veniamo e onorare la nostra memoria collettiva”.
