Tortonesi nel Golfo: le testimonianze da Dubai di due concittadini

La crisi in Medioriente è definitivamente passata di livello, in tutta la sua gravità, con il pesante attacco che Usa e Israele hanno portato alla teocrazia iraniana decapitandone gran parte del regime ed uccidendo lo stesso Ayatollah Khamenei. La reazione iraniana non si è fatta attendere e così da settimane missili e droni vengono lanciati su diverse aree della regione, su stati alleati degli Usa e che ospitano sul loro territorio basi militari statunitensi. Sono stati colpiti da droni e missili anche le “oasi” di Dubai e Doha, il Kuwait e gli Emirati e tantissimi europei che gravitano in quella parte del mondo in vacanza o per lavoro sono stati così testimoni di uno scenario di guerra. Sette Giorni ha raggiunto telefonicamente a Dubai una giovane ed intraprendente tortonese, Daniela Saggese (in foto).   

Ciao Daniela come mai ti trovi a Dubai e come stai? “Ciao a tutti. Sono a Dubai per lavoro, faccio l’agente immobiliare da 5 anni e mi sono trasferita qui un mese fa per tastare il terreno, il mercato immobiliare qui è molto attivo e offre grandi possibilità. C’è dinamismo, la città attrae tanti imprenditori da tutto il mondo. Purtroppo non mi sarei mai aspettata di vedere piovere missili dal cielo. Per ora sto bene, i media in Europa forse hanno ingigantito leggermente la questione ma sabato sera abbiamo avuto tutti grande timore e ancora adesso non abbiamo molte certezze. Qui hanno una grande capacità comunque di gestire le emergenze e sono anche in contatto con altri italiani, attraverso gruppi WhatsApp, per cui ci aiutiamo a vicenda se ne avessimo bisogno. Ci teniamo informati su dove avvengono le esplosioni e quali zone vengono colpite”.

Hai sentito esplosioni vicino a dove risiedi? Hai visto i missili con i tuoi occhi?“La sera di sabato è stata piuttosto strana e spaventosa, fino alle cinque del mattino abbiamo sentito tante esplosioni e non abbiamo dormito. Mi era già arrivato un messaggio da parte di mio zio che mi diceva di tornare a casa perché la situazione dell’area sembrava peggiorare ma qui non avevamo idea di nulla, io ad esempio stavo andando ad un incontro di lavoro. Poi appena uscita del ristorante ho visto una grossa nube nera nel cielo e ho iniziato a realizzare, é stato abbastanza spaventoso. Sono andata con alcune amiche sulla spiaggia ed abbiamo visto missili nel cielo che venivano neutralizzati dal sistema di difesa, sembravano fuochi di artificio”. Dopo la prima sera non ci sono più stati attacchi o sono continuati? “Sono continuati. Ho sentito esplosioni anche lunedì sera e giovedì”. In che zona sei della città? “Ora mi trovo sulla zona del Creek, più lontana dalle zone di interesse ma quando è stata colpita Palm Jumeirah ero a 10 km di distanza e ho visto tutto perfettamente, il drone nel cielo intercettato, i detriti sull’hotel e le fiamme dopo l’esplosione. Solo a quel punto realizzi veramente ciò che sta accadendo e che devi scappare”. Prima delle esplosioni avete ricevuto allert? “Sabato sono arrivati due allert (foto) in cui veniva detto che c’era un missile in arrivo. Eravamo in cinque insieme in una casa, abbiamo sentito all’unisono i cellulari suonare e siamo saltati sulla sedia. Sono situazioni di notevole tensione. Lo stesso è successo giovedì e siamo andati di corsa nei rifugi. Noi in Italia non siamo abituati per fortuna a situazioni del genere, quando le vivi è molto strano”. Come trascorri la giornata? “Il clima è teso perchè è stato colpito l’aeroporto e ci siamo preoccupati ma le cose vanno avanti abbastanza normalmente. Non mi sento comunque in pericolo, domenica ho fatto 10 minuti in taxi per cambiare casa, i servizi funzionano, ho ordinato la spesa e me l’hanno portata a casa tranquillamente. Mi ha colpito molto la loro capacità di gestire le emergenze, sembra tutto sotto controllo. La parte peggiore è la notte. Ci svegliano i botti e le esplosioni del sistema di difesa che intercetta missili e droni in cielo, con tanti detriti e frammenti che cadono a terra e provocano boati fortissimi che fanno tremare le finestre”Riesci a metterti in contatto con la famiglia? “Sì certo internet non ha mai smesso di funzionare”La Farnesina vi fornisce adeguato supporto? “Ho provato a registrarmi su Viaggiamo sicuri ma non ci sono riuscita si vede che era intasato. Ora stanno facendo la registrazione i miei genitori da casa. Con la Farnesina non ho avuto contatti”. I voli fino a quando saranno bloccati? “L’aeroporto è chiuso e i voli bloccati, anche se da mercoledì qualche aereo ha iniziato a decollare; abbiamo la possibilità di prenotare voli ma i prezzi sono alle stelle e nessuno sa dire quando riapriranno definitivamente lo spazio aereo, qualcuno lunedì diceva che rimarrà chiuso almeno  fino al 7 marzo. Non sappiamo per ora quando e come potremo rientrare in Italia, io ho ancora un mese di visto ma non saprei cosa aspettarmi”.

Paolo Benetti: il presidente del Derthona Tennis Benetti si trovava nel paese del Golfo per lavoro insieme alla moglie.

Da noi sentito telefonicamente ci ha dichiarato: “Ci stiamo trovando a vivere una situazione non piacevole ed inaspettata. Per quanto gli Emirati Arabi Uniti risultino da fonti governative il paese più bersagliato di ogni altro paese del golfo dall’inizio della guerra ad oggi, si vive un clima di relativa normalità, grazie ad una gestione ordinata e all’insegna della calma da parte delle autorità locali. Abbiamo ricevuto alcuni allert di minaccia missilistica sia sabato notte che giovedì sera, fortunamente rientrati nel giro di un’oretta. Ho il volo di ritorno per il 12 marzo, vediamo come evolve la situazione nei prossimi giorni, sperando che si risolva per tutti nel miglior modo possibile ed in tempi brevi”.